Viaggio di 10 giorni nelle stupenda isola di Fuerteventura

Se stai leggendo questo articolo, so per certo che ti starai immaginando in una delle bellissime spiagge dell’isola, magari sotto l’ombrellone, lontano dal caos e dalla vita frenetica che ogni giorno ci circonda, accarezzato da una brezza d’aria fresca, e… quasi dimenticavo: con il tuo cocktail in spiaggia.
Se ti sembra interessante quello che stai leggendo, beh questo articolo credo faccia a caso tuo.

Il viaggio descritto in questo articolo è basato sulla nostra esperienza di 7 giorni nell’isola di Fuerteventura e 3 giorni nell’isola di Lanzarote.
Se sei interessato solo all’isola di Lanzarote, premi direttamente qui e vai all’articolo.


TIPS

Voli:

Per il volo, ci siamo affidati alla compagnia Ryanair partendo da Milano-Bergamo.
Dall’aeroporto Orio al Serio partono molteplici voli per l’isola a prezzi davvero vantaggiosi se prenotati per tempo, quindi vi consiglio di valutare, se possibile, la partenza da questo aeroporto.
Il volo è diretto e ha una durata totale di circa 4 ore e 20 minuti.


Trasporti:

Uno dei consigli che vi posso dare per poter godere appieno di quest’isola è quello di prenotare un’auto presso i numerosi car rent presenti all’uscita dell’aeroporto.
Già da casa, avevamo prenotato un’auto presso la compagnia TOP CAR che vi consiglio per il rapporto qualità prezzo che la compagnia ha da offrire.
Ritirata l’auto sono davvero sicuro che sarete felici di aver preso questa decisione in quanto davvero potrete vedere ogni singolo angolo dell’isola senza preoccuparvi degli orari dei trasporti.
Le strade solitamente sono comode e ben segnalate, prestate particolare attenzione però alle numerose strade sterrate che si addentrano nella parte più selvaggia dell’isola, ma non preoccupatevi più di tanto, spesso vengono segnalate da appositi cartelli lungo il percorso.
Se invece non volete usufruire dell’auto, una valida alternativa è sicuramente l’autobus.
La linea di trasporti si chiama TIADHE e la stazione principale è situata a Puerto Del Rosario.
Per quanto riguarda gli spostamenti con i bus, potrete acquistare il singolo biglietto all’ interno dell’autobus, oppure acquistare la tessera ricaricabile al costo di 5€ .

Clima:

Il clima, essendo un’isola circondata dell’Oceano Atlantico, è molto mite, con inverni che assomigliano molto alle nostre primavere, ed estati calde e soleggiate.
L’isola è particolarmente esposta agli alisei del nord-est, venti presenti tutto l’anno non a caso è una delle isole perfette per gli appassionati di surf.
Le temperature sono comunque molto calde, ma difficilmente percettibili per via del vento, per questo motivo vi consiglio caldamente di portare la crema solare in quanto potreste rischiare di ustionarvi facilmente.

Alloggi:

Per quanta riguarda l’alloggio, ci siamo affidati ad una signora italiana residente nell’isola, trovata tramite Airbnb.
Purtroppo non ho la possibilità di condividere con voi l’alloggio in quanto non è più disponibile.
Vi suggerisco però di prenotare un hotel o un appartamento nella zona di Corallejo, in quanto oltre ad essere considerata la città più centrale per il suo porto commerciale e turistico, è comoda per gli eventuali spostamenti nell’isola, e dal porto potrete spostarvi con il traghetto e visitare la meravigliosa isola di Lobos.


Il tour:

Una volta alloggiati presso il nostro appartamento, nel pomeriggio ormai inoltrato abbiamo fatto una breve passeggiata in riva al mare per prendere confidenza con l’isola, passando anche per il famoso viale turistico “La Avenida Nostra Senora del Carmen” dove potrete trovare diversi bar e negozi.
In serata, vi consiglio di cenare presso il ristorante “La Marquesina”, un locale pregiato sul lungomare con vista, dove potete assaporare del buon cibo tradizionale, ma anche dell’ottimo pesce fresco di qualità ad un prezzo vantaggioso.
Dopo un’ottima cena seguita da una passeggiata sul lungomare della Playa di Corralejo, siamo tornati nel nostro appartamento per ricaricare un po’ le batterie, e dare inizio l’indomani alla nostra avventura nell’isola di Fuerteventura.


2°Giorno

Essendo il primo vero e proprio giorno nell’isola di Fuerteventura, abbiamo deciso di partire subito a 1000 viaggiando verso sud.
La nostra prima tappa è stata Costa Calma, in particolare la spiaggia Playa Sotavento.

Situata nel lato sud-est dell’isola, dista circa 1.30h da Corralejo ma ne vale la pena, in quanto questa spiaggia è conosciuta per la sabbia bianca e per i fondali marini molto bassi.
La zona è turisticamente ben attrezzata, troverete diversi resort e bar lungo il bagnasciuga, insomma tutto quello di cui si ha bisogno per aumentare il vostro livello di relax dopo un lungo tragitto d’auto.

Nel primo pomeriggio abbiamo proseguito il nostro viaggio verso sud, e ci siamo diretti verso la famosa penisola di Playa Yandia che occupa tutta la parte meridionale di Fuerteventura.

Secondo fonti storiche infatti, Playa Yandia era in origine un isolotto  che lungo il corso dei secoli grazie alla forza del vento e del mare, riuscì a congiungersi con il resto dell’isola colmando così la distanza fra le 2 terre.
Troverete un ambiente arido ma praticamente intatto, molto caratteristico della zona, non a caso è stato dichiarato parco naturale dal 1987.

Detto questo, Non so voi, ma io adoro i fari e a Fuerteventura ce ne sono davvero di meravigliosi!
Hanno quel fascino un po’ misterioso e poi sono spesso costruiti in luoghi davvero suggestivi da cui si può godere di un panorama unico.
In questa zona ne è presente uno, e si tratta del faro FARO DI PUNTA JANDIA

Trovandosi in cima ad una scogliera dove si infrangono onde giganti, in passato si credeva che Punta Jandia (l’estremità dove sorge il faro) fosse il punto in cui finisse il mondo.
Raggiungerlo in auto (è doveroso dirlo) non è proprio facile, le strade sono sterrate e disconnesse, a tratti quasi tortuose se userete delle classiche utilitarie, ma chi ha detto che non avremmo fatto un’avventura off-road? 🙂
Il mal d’auto che avrete presto sarà ricompensato, da Punta Jandia infatti il panorama sarà bellissimo e son sicuro che ve ne innamorerete!

Conclusa la nostra visita, abbiamo ripreso la nostra avventura off-road e come ultima tappa della giornata ci siamo diretti verso Playa Cofete.
Ho volutamente scritto ripresa la nostra avventura off-road”, perché se pensavate che per raggiungerla avreste percorso una comune strada asfaltata vi sbagliavate.
Il percorso sterrato si estende per circa 20 km tra curve e tornanti, ma abbastanza praticabili con un’utilitaria, testare per credere.

Playa de Cofete, chiamarla “playa” a mio parere è abbastanza riduttivo in certi aspetti, in quanto stiamo parlando di un luogo unico, capace di suscitare stupore nei suoi visitatori, vi sembrerà di visitare un panorama inesistente nel nostro pianeta.
Le prime emozioni le avrete quando lungo il tragitto verso Cofete vi imbatterete nel “Mirador” che svetta sulla spiaggia lasciandovi sbalorditi dalla vista mozzafiato, con le coloratissime onde blu dell’oceano che si infrangono per chilometri sulla costa dorata di Cofete!

Il paesaggio è semplicemente mozzafiato: la lunga spiaggia, completamente naturale si estende per svariati chilometri e con la sua potente catena montuosa sullo sfondo rende questo luogo unico nel suo genere non solo per Fuerteventura.
Di particolare nota in questa zona, vi imbatterete nella misteriosa “Villa Winter”, che si erge, tra la catena montuosa e la sabbia, praticamente nel bel mezzo del nulla.

Villa Winter
Villa Winter

Leggenda narra che in questa villa, alla fine della seconda guerra mondiale, si nascosero molti capi nazisti prima di cambiare identità e di crearsi una nuova vita in Sudamerica.


3°Giorno

Dopo il tour on the road del giorno precedente, tanto bello quanto stancante, avevamo bisogno di una meta un po’ più rilassante, perciò abbiamo optato per passare l’intera giornata a Corallejo.
Oltre al porto e al centro città, poco fuori dal centro ci sono 3 bellissime spiagge dove potrete godervi la giornata:
playa di Corralejo beach, Playa Del Moro e Grandes playa de Corralejo.

e Grandes playa de Corralejo.

Queste ultime sono ubicate nella Municipalità chiamata “La Oliva”, sono molto apprezzate sia per la loro bellezza che per essere meno ventose rispetto alle altre al sud dell’isola. 
Queste spiagge sono meta molto apprezzata per i turisti, e non a caso rimangono un punto fisso di riferimento per coloro che vogliono stare nelle vicinanze del centro e andare sul sicuro.
Le spiagge sono tutte abbastanza simili, hanno un’enorme distesa di dune e vaste spiagge a perdita d’occhio che si immergono in un oceano color turchese.
Dopo un po’ di bagnasciuga, nel pomeriggio, abbiamo fatto visita al Parco Naturale di Corralejo.

A pochi passi dalla spiaggia è presente una distesa lunga 10 km di dune bianche che sprofondano nell’Oceano Atlantico, un luogo ideale per godere della bellezza del deserto di quest’isola. Il Parco è infatti una delle bellezze più suggestive dell’intero arcipelago delle Canarie, meta assolutamente da non perdere per chiunque faccia tappa nella Isla.
Vi consiglio se potete, di visitare le dune al tramonto, quando i colori sulle dune di Corralejo sono più apprezzabili, così da scattare delle foto più suggestive.
Qui non servono molte altre parole, vedrete con i vostri occhi la bellezza di questo luogo naturale.


4°Giorno

Il quarto giorno della nostra vacanza a Fuerteventura lo abbiamo dedicato alla scoperta della zona centrale dell’isola, partendo dalla costa verso l’entroterra.
La nostra prima tappa della giornata è stato il capoluogo dell’isola: Puerto De Rosario.
La città portuale è moderna, con tratti pittoreschi. E’ dotata di moderne infrastrutture per il turismo, nonostante la città fu Fondata nel XVIII secolo sotto il nome di Puerto de Cabras. Avrete la possibilità di visitare il centro storico e scoprire la bellissima chiesa di Nuestra Senora del Rosario ma non solo, se siete amanti delle belle arti, visitate la Casa Museo Miguel de Umamuno o il centro d’arte Juan Ismael e il Parque Escultorico, un autentico museo all’aperto dove ammirare oltre 100 sculture realizzate dallo scultore canario Juan Bordes. Se preferite invece continuare a visitare delle spiagge paradisiache con sabbia fine e bianca, beh non potete proprio fare a meno della vicina Playa Blanca.
Finita la passeggiata in città abbiamo fatto tappa al Mirador de Vallebron, a soli 20 minuti d’auto dal centro città.
Lasciate l’auto al parcheggio e salite a piedi al Mirador, dove godrete della fantastica vista sulla vallata e con dei potenti binocoli installati nell’area potrete apprezzare da vicino anche la sacra montagna Tindaya.

Il silenzio in questa zona è davvero impressionante, forse perché non molto conosciuta dai turisti, inoltre se il tempo ve lo consentirà potrete ammirare entrambe le coste ad est e ovest dell’isola.

Averla ammirata con i cannocchiali però sarebbe stato insoddisfacente, ecco perché la nostra prossima tappa è stata la visita guidata alla montagna sacra Tindaya. A tratti misteriosa, forse per il fatto che è circondata da una pianura completamente arida, il Tindaya con i suoi 400 metri di altezza è considerato dai cittadini dell’isola come il loro monumento naturale.
Se la si esplora internamente si fa ancora più interessante dato che sono state scoperte circa 300 incisioni rupestri Podomorfe d’origine aborigena. Già, proprio così, infatti per gli aborigeni era ritenuta una montagna sacra alla quale attribuivano poteri magici.
All’arrivo nel parco ci sarà una guida che vi accompagnerà in autobus (per non rischiare che i turisti rovinino le incisioni scoperte) lungo tutto il tragitto, creato appositamente, dove potrete ammirare la bellezza di questo posto.
Concluso il giro alla montagna sacra, abbiamo proseguito la nostra escursione verso sud dove abbiamo fatto sosta al Mirador de MORRO VELOSA
Questo luogo è considerato come uno dei point view da salvare per coloro che desiderano scattare una foto spettacolare.

In quest’area ammirerete infinità di colline arrotondate di varie tonalità e avvolgenti canyon con piccole cittadine e borghi sullo sfondo.
È senza dubbio un paesaggio straordinario che trasmette serenità e sensazione di libertà.
all’interno di questo elegante edificio è possibile visitare un piccolo museo della storia geologica dell’isola, ma non solo: potrete concedervi una pausa con una bella tazza di caffè godendovi il panorama di questo posto.

Dopo aver ricaricato le batterie, siamo ripartiti facendo rotta verso l’antica capitale dell’isola, Betancuria.
La capitale fondata dai Normanni nel 1404, fu di riferimento per le colonie delle isole Canarie.
Strategicamente scelta per essere al centro dell’isola e lontana per motivi difensivi contro i pirati, divenne sito storico nel 1979
Tra le attrazioni della città, oltre alle numerose bancarelle e negozi di mercanti con prodotti tipici della zona (ideale anche per acquistare qualche buon souvenir dell’isola), sarà praticamente impossibile non notare la bellissima chiesa di Santa Maria e la cappella di Santa Inès e di Nostra Signora di La Pena.

Terminata la visita all’antica capitale, ci siamo diretti verso il museo del formaggio Majorero.
In questo luogo potrete apprezzare la vita contadina, artigianale e artistica delle persone del posto. Qui infatti oltre al bellissimo mulino a vento per la produzione del Gofio, il centro offre al visitatore di contemplare curati giardini composti da piante locali tra cui molte specie di palme e cactus. Ovviamente per i più golosi, è possibile acquistare i formaggi tipici della zona.

Terminato il breve tour, date le vicinanze (a soli 18 minuti di strada), se non volete dirigervi direttamente in acqua dopo la mattinata lungo le tappe turistiche, vi consiglio di fare una breve sosta al Museo del Sale.
Potrete vedere come si estrae il sale dal mare in modo tradizionale prima di diventare un ingrediente fondamentale in cucina.


5°Giorno

Dopo la giornata avventurosa lungo la parte centrale dell’isola, abbiamo deciso nuovamente di abbassare il ritmo, e goderci un giorno in spiaggia.
Ci siamo così rilassati lungo la bellissima PLAYA DE LA CONCHA o anche chiamata (PLAYA CHICA)
Trovandosi nella zona nord del pueblo del Cotillo, la spiaggia si affaccia sull’oceano aperto ed è caratterizzata da un’infinità di piccole baie e piscine naturali, con sabbia bianchissima e mare cristallino.
Queste caratteristiche fanno sì che questa spiaggia non abbia nulla da invidiare alle spettacolari spiagge dei Caraibi.

Nel pomeriggio, dato che ormai ci eravamo rilassati abbastanza, abbiamo scelto di fare un’esperienza un po’ più “adventure” e sicuramente divertentissima:
Abbiamo trascorso un paio d’ore con delle mitiche Dune buggy esplorando l’isola in luoghi meno accessibili a piedi. Ci siamo affidati all’agenzia Dune buggy Excursion , situata in centro a Corralejo dove con 99 euro* abbiamo noleggiato una Dune buggy per 2 persone e abbiamo viaggiato per circa 3 ore lungo i sentieri più sconnessi, visitando le dune di Corralejo, il Camino Los Pascuales lungo strade off road e per finire l’area vulcanica dell’isola. 
Un’esperienza davvero incredibile, che però potrebbe risultare scomoda se non vi porterete un foulard e degli occhiali.
La sabbia che solleverete sarà così tanta che poi vi dovrete buttarvi direttamente in acqua o in doccia, d’altronde se fosse stato il contrario che avventura sarebbe stata?
Personalmente ho trovato il tour ben organizzato ed è stato sicuramente un ottimo ricordo di questo viaggio, mi sento quindi di consigliarvelo come tappa essenziale per rendere la vacanza più entusiasmante, ma anche per variare un po’ dalle normali attività giornaliere.

Alla sera, se starete in centro a Corralejo, vi consiglio di chiudere la giornata con un bell’hamburger  da 500gr da Meat’N’Burger Lab.

Se siete degli amanti di buonissimi hamburger, come lo sono io, non potrete non fermarvi qui.
Perché vi consiglio questo posto? Beh, perché non è il classico hamburger da catena di ristoranti. La nicchia di questo ristorante è che potrete scegliere voi la carne che preferite, il peso del panino

Una volta deciso il vostro hamburger customizzato, ve lo prepareranno al momento davanti ai vostri occhi.
Impossibile uscire da qui senza essere soddisfatti e senza rotolare!
A seguito di una sfida tra amici con degli hamburger da 500gr, avevamo proprio bisogno di una passeggiata, abbiamo così trascorso la serata lungo il viale centrale, tra un negozio e l’altro alla ricerca di souvenir.


6°Giorno

Let’s go to Lobos Island.
La giornata seguente l’abbiamo dedicata alla visita della bellissima Isola di Lobos, un piccolo paradiso naturale perfetto per una gita tra mare e natura.
Arrivarci è davvero molto semplice, dirigetevi verso il porto di Corralejo e troverete le indicazioni per l’acquisto dei biglietti per l’isola.
Lobos, dista soli 20 minuti di barca e ci sono diversi traghetti che partono durante il giorno, di seguito riporto una panoramica degli orari:

  • Andata ore 10:00 – 11:00 – 13:00 – 14:00 – 15:30
  • Ritorno ore 11:15 – 14:15 – 17:00 (alle 18 solo in estate)

L’isola, è stata dichiarata nel 1982 riserva naturale per le sue caratteristiche geo-strutturali tra cui le splendide baie di sabbia bianca, la fauna, ma anche per la splendida acqua cristallina che la contraddistingue. È stata per molto tempo una destinazione popolare per le gite in giornata per i turisti che alloggiano nella vicina Fuerteventura, anche per questo non è più possibile visitarla liberamente, ma bensì c’è bisogno di uno speciale permesso per poter accedere al porto di Lobos.
A partire dal 15 gennaio 2019 infatti, il Cabildo de Fuerteventura ha implementato alcune misure di controllo con l’obiettivo di assicurare la salvaguardia del parco, che come vi dicevo è una riserva protetta.
È stato così deciso di consentire l’ingresso all’isolotto di Lobos a solo 200 persone alla volta e dovrà essere pianificata con un minimo di 5 giorni di anticipo.
Qui potrete richiedere il permesso per visitare l’isola e successivamente attendere che vi venga inviato via e-mail.
Bando alle questioni burocratiche, in quest’isola, anche se in alcuni punti l’accesso è limitato, sono presenti sentieri segnalati da percorrere, in modo da evitare di contaminare l’isola e cercare di preservare la biodiversità del posto.

Le casette dei residenti dell’isola

Arrivati nell’isola vi consiglio di fare un tuffo presso la bellissima Playa de la Concha a pochi passi dall’attracco del traghetto. La spiaggia, data la sua protezione contro le correnti oceaniche, risulta ideale per praticare snorkeling, e per i meno sportivi godetevi il bagno nell’ acqua cristallina con vista su Fuerteventura.

Freschi e bagnati, dato il caldo torrido della giornata, abbiamo intrapreso l’unico sentiero disponibile che vi permetterà di percorrere l’isola interamente sia in senso orario e antiorario partendo dal molo.

Percorso sterrato a cerchio dell’isola di Lobos

Da questo percorso siamo arrivati al punto più interessante dell’isola, stiamo parlando del bellissimo faro di Punta Martiño, dove godrete di una sensazionale vista sul mare e se siete tra i più fortunati, da qui vedrete anche l’altra isola delle Canarie: Lanzarote.

Di ritorno, se non avete pianificato un picnic nell’isola, vi consiglio di fermarvi presso l’unico ristorante presente: Los Lobos restaurantper assaporare una squisitissima paella di mare.


7°Giorno

Ahimè una settimana è volata senza nemmeno accorgersene, tra corse in auto, tuffi in acqua e tanto riposo, è giunta l’ultima giornata nell’isola di Fuerteventura.
Come ultima tappa abbiamo scelto Flag Beach, spiaggia vicina alle dune.
La spiaggia è riconosciuta per le sue ampie dune situate sullo sfondo, e per la vista dell’isola di Lobos in lontananza.
La lunga spiaggia si estende per 2 km lungo la costa e offre delle esperienze di windsurf e kite-surf con noleggio di attrezzature.
Qui abbiamo passato la giornata godendoci gli ultimi raggi di sole in questa stupenda riserva di Biosfera, dove lo stile di vita rilassato e il paesaggio naturale fanno da padrone a quest’isola, che ci ha regalato bellissimi momenti e soprattutto ricordi.


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