Considerata l’isola più selvaggia delle Canarie, l’isola di Lanzarote è il perfetto mix per coloro che amano passare una vacanza diversa dall’ordinario, in un paesaggio unico e senza tempo, dove la natura selvaggia fa da padrona al territorio e le bellissime spiagge incontrano suoli vulcanici creando così il perfetto mix da set cinematografico, rappresentando quasi un paesaggio lunare.

La nostra esperienza nell’isola inizia proprio da qui.


TIPS

Voli:

Per questa vacanza non abbiamo avuto la necessità di un volo data la nostra partenza dall’isola di Fuerteventura (dove eravamo in vacanza), nonostante ciò, per coloro che desiderano partire dall’Italia ci sono molteplici aeroporti che gestiscono voli diretti in partenza da Milano Bergamo, Milano-Malpensa, Bologna, Venezia e Verona.
Le principali compagnie che ci collegano all’isola sono: Ryanair, Neos Air e Easyjet.

Trasporti:

Sicuramente date le dimensioni contenute dell’isola, seppur rimanendo solo pochi giorni qui, si possono vedere davvero molte cose senza grosse perdite di tempo.
Per la nostra permanenza ci siamo affidati all’agenzia di Autonoleggio CICAR, date le buone recensioni ricevute dalla loro clientela e appunto per i costi contenuti.
Se però l’auto non fa per voi, resta sempre valido l’autobus. L’isola è infatti servita da nord a sud da una buona linea di trasporti con linee extraurbane, che partono dalla capitale Arrecife per diramarsi lungo l’isola.
I biglietti si possono acquistare trovare direttamente nel bus con costi davvero convenienti.
Qui vi lasciamo il link con la lista delle fermate e gli orari del bus.

Clima:

Il clima dell’isola è piuttosto simile a quello di tutto l’arcipelago Canario, troviamo un clima quasi desertico, con inverni piacevolmente miti (attorno ai 21°) ed estati calde, soleggiate ( 30°-31° gradi) ma non afose, grazie alle correnti d’aria provenienti dall’oceano Atlantico.
La nostra esperienza nell’isola si è svolta durante il periodo estivo, e se posso darvi un consiglio, vi raccomando vivamente di non dimenticare mai la crema solare, in quanto proprio a causa dei forti venti che attraversano l’isola, non riuscirete sempre a percepire il caldo rovente che è costantemente presente durante il giorno.

Alloggi:

Per la nostra avventura abbiamo considerato diverse opzioni e infine, tramite Airbnb, abbiamo pernottato in un appartamento a Puerto del Carmen.
Ci siamo trovati molto bene e mi sento di consigliarvi questo alloggio sia per i vari comfort che offre, che per la posizione strategica, infatti partendo da qui in circa mezz’ora d’auto vi potrete trovare a nord o a sud dell’isola.
Se invece preferite pernottare fuori dalla capitale e magari fuori dal centro città, una buona alternativa potrebbe essere trovare un alloggio a Costa Teguise molto conosciuta anche per essere stata eletta come centro per gli sport acquatici dell’isola.


Il tour:

Arrivati a bordo di un traghetto proveniente dalla piacevolissima isola di Fuerteventura, una volta prelevata l’auto presso il car-rent al porto, abbiamo fatto rotta verso Puerto Del Carmen per il check-in nel nostro alloggio, dando così il via alla nostra vacanza nell’isola.

Con tanta voglia di farci un tuffo in mare, abbiamo trascorso il pomeriggio a Playa Grande: una delle spiagge più grandi dell’isola di Lanzarote.
La playa, con il suo litorale sabbioso, presenta numerosi servizi, dai più classici come ombrelloni e servizio lettini fino ai ristoranti lungo la spiaggia.
Insomma, bisogna proprio dirlo: è un luogo ideale per coloro che amano la vita da spiaggia.
Dopo aver trascorso il pomeriggio in acqua e dopo aver ammirato il sole cadere nel mare al tramonto, ci siamo concessi una piacevolissima cena nel lungo mare di Avenida de las Playas a pochi passi dalla spiaggia, dove numerosissimi ristoranti saranno pronti ad accogliervi e ad offrivi del buon cibo.

2°GIORNO

Il mattino del giorno seguente lo abbiamo dedicato alla parte nord dell’isola.
La prima meta è stata Arrecife.


Capoluogo dell’isola, la città marittima con i suoi 60.000 abitanti (circa la metà della popolazione dell’intera isola) offre una vastissima quantità di servizi, locali e negozi, e non a caso è l’area più commercializzata di Lanzarote.
La città cosmopolita è anche molto pittoresca, tipico delle cittadine marittime ricche di storia, con inoltre diverse aree pedonali nel lungomare e parchi dove potersi rilassare.
Ci sono un paio di spiagge turistiche, ma senza dubbio la spiaggia di El Reducto a mio avviso rimane la miglior spiaggia cittadina della capitale.

Ma Arrecife non è solo spiagge e città, dato l’interesse della popolazione nel promuovere lo sviluppo culturale dell’isola, la città vanta la presenza di diversi musei e gallerie d’arte.
Tra questi vi sono da segnalare:

  • Il Museo Internazionale di Arte Contemporanea
    collocato presso il castello di San Josè, una fortezza costruita nel cuore della baia.
    Istituito nel 1975, il MIAC espone le opere più significative dell’arte moderna.
  • Il Museo dell’aeroporto
    Creato per fornire informazioni sullo sviluppo dell’aeronautica sull’isola, ma anche l’evoluzione e il funzionamento delle loro strutture aeroportuali.
  • Museo di Storia di Arrecife
    Collocato presso il castello di San Gabriel, vi dà accesso ad un viaggio nel tempo nelle varie epoche, raccontando la storia del paese di Lanzarote e della città di Arrecife.

La nostra gita è proseguita verso nord per circa 30 minuti, e la destinazione è stata CUEVA DE LOS VERDES.

Trovandosi nel comune di Haría, le grotte appartengono ad un sistema di tubi vulcanici sotterranei chiamati anche Jameos, con una lunghezza di 6km rendono le formazioni vulcaniche le più lunghe del mondo e allo stesso tempo le più interessanti dell’isola.
Una volta entrati nelle grotte, la luce del sole diminuirà man mano che si scende, regalando così la sensazione di lasciare il nostro mondo e scendere in uno nuovo, quello oscuro.
Cueva de los Verdes, dalla bellezza straordinaria e unica, è quindi una singolare grotta dall’aspetto mitologico, piena di leggende, che nacque grazie ad un’eruzione del vulcano Monte de La Corona più di 4000 anni fa.

Da tutto questo tempo fa regnare le tonalità di colori più belle: dall’ocra, al grigio e nero passando per il rosso, regalando così disegni spettacolari che davvero sorprendono.
Il prezzo del tour è di €9.50, sicuramente ben spesi date le emozioni che ci ha regalato questo posto, che reputo una tappa importante per qualsiasi turista, una tappa verso il centro della terra.

Ritornati sul pianeta terra abbiamo proseguito il nostro tour, fino al MIRADOR DEL RIO.

Il Mirador si affaccia sullo stretto d’acqua “Rio” che separa Lanzarote dall’isola La Graciosa, con una stupenda vista sull’oceano.
Non reputo questo posto sensazionale solo per la vista, ma anche grazie alla mano dell’uomo che ha saputo trasformare un punto panoramico con un tocco artistico di costruzione tramite il Biodesign.
L’artista infatti ha voluto costruire l’edificio cercando di non imporsi sulla montagna, ma piuttosto cercando di integrare la struttura nel rispetto della natura, attraverso materiali compatibili con l’ambiente circostante.
Questo speciale tocco a qualcosa di già perfetto per natura, è stato dato da una persona molto conosciuta nell’isola, si tratta di Cesar Manrique, uno dei più significativi architetti e designer del secolo scorso, che nacque proprio ad Arrecife, capitale dell’isola di Lanzarote.
Oltre alla terrazza panoramica il mio consiglio è quello di concedervi una pausa al bar del Mirador per gustarvi una bibita nel salotto panoramico e godervi le visuali davvero uniche sull’oceano e sull’isolotto de La Graciosa.

Dalla punta nord di Lanzarote, abbiamo proseguito il nostro viaggio di ritorno lungo la costa ovest dell’isola, dove percorrendo il tragitto rimarrete incantati dalla bellissima “Valle de las mil palmeras” una zona autoctona dove vengono coltivate le palme dell’isola.

Nel bel mezzo della purezza di questa zona geologica, come un miraggio appare un’oasi che la rende una delle terre più verdi dell’isola: stiamo parlando del bellissimo paesino di Haría.


Tra le principali attrazioni che ci portano qui, c’è sicuramente il fatto che uno dei più famosi abitanti dell’isola ci ha vissuto, stiamo sempre parlando dell’artista Cèsar Manrique.
È infatti possibile visitare la sua casa, che oggi si presenta come un museo a lui dedicato, mentre la sua tomba è situata nel cimitero municipale di Haría.
Il paese si trova a oltre 250mt sul livello del mare, dà fin da subito la sensazione di essere un luogo tranquillo e ordinato, caratterizzato da case bianche sparse qua e là tra le palme.
A dir la verità, il posto non presenta moltissime attrazioni a livello turistico se non appunto la casa dell’artista e alcune chiese come la Chiesa di Nostra Signora dell’incarnazione e la cappella di San Giovani Battista, tuttavia è comunque piacevole da visitare per una passeggiata.

La Geria” è un altro posto che vi consiglio di visitare, in quanto è una delle meraviglie dell’intero arcipelago.
Questa zona, dichiarata nel 1987 Parco Naturale, rappresenta la principale regione viticola di Lanzarote che si estende su larga scala (per circa 20 km) tra i lati di una strada che collega i due paesini Masdache e Uga.

È incredibile il pensiero di poter coltivare delle viti in una terra arida e ostile, eppure gli abitanti trovarono un modo davvero particolare per la coltivazione delle viti.
Furono infatti scavate più di diecimila cavità negli spessi strati formati dalle ceneri vulcaniche dette anche “Picòn”, per poi piantare al loro interno le viti, una per ciascuna cavità.
Una volta fatto, la procedura vuole che venga ricoperta nuovamente la cavità con della terra e della cenere vulcanica, data la sua bassa resa contro l’umidità notturna, in modo tale da favorire il nutrimento alla pianta sottostante.

Attorno a ciascuna cavità, considerati i forti venti costanti, furono costruite delle basse recinzioni di pietra per proteggere la pianta durante la crescita.
Oggi, grazie a questo particolare metodo di coltivazione, La Geria è una zona turistica di alto interesse data la particolarità del terreno (visibile persino da google maps), ma soprattutto è diventata una fiorente zona vinicola dove viene prodotto dell’eccellente vino con l’uva di Malvasia, che non ha nulla da invidiare agli altri vini prodotti nei paesi vinicoli più fiorenti dell’Europa e del mondo.
Ovviamente, in questa zona sono presenti diverse “Bodegas” dove gustare e acquistare dell’ottimo vino a prezzi davvero contenuti.
Quelle che segnaliamo (le principali) sono la Bodegas  “La Geria”  e la Bodegas “Rubicon”.

3°GIORNO

Il terzo giorno della nostra vacanza nell’isola di Lanzarote lo abbiamo trascorso verso il sud dell’isola, facendo questa volta visita ad una delle spiagge più conosciute nell’isola e forse anche la più bella, PLAYA PAPAGAYO.

La spiaggia, situata nella costa sud-ovest dell’isola (precisamente nella località turistica di Playa Blanca) fa parte di un gruppo di calette, ma spicca tra tutte per alcune peculiarità, tra cui la bellissima forma arrotondata della sua insenatura (tra l’altro molto fotografata), la limpidezza dell’acqua che ricorda molto il color smeraldo e la sabbia bianca.
Inoltre, percorrendo alcuni dei sentieri segnalati da appositi cartelli sarete in grado di salire sul promontorio che circonda la spiaggia godendo di una vista strepitosa.

Tuttavia, arrivare in questo piccolo angolo di paradiso non è proprio così semplice come si possa pensare, soprattutto se come mezzo di trasporto per girare l’isola avete preso uno scooter.
Per arrivare qui, dovrete raggiungere il centro di Playa Blanca, poi proseguire a est in direzione Parco Naturale e del Monumento Natural de Los Ajaches (L’ingresso al Parco, è a pagamento, costa €3,00 a veicolo).
Il percorso che vi condurrà al parcheggio della spiaggia è totalmente sterrato con una durata approssimativa di circa 30 minuti, per questo motivo se siete in scooter prestate attenzione, in quanto a seconda della stagione, la quantità di buche presenti e la strada sconnessa potrebbero crearvi qualche problema, per non parlare della quantità di polvere presente.
Invece se siete in auto… beh… buon rally!!

Se riuscite a resistere per oltre mezz’ora a scossoni e polvere, e soprattutto se non avete perso le ruote, il gioco è fatto: sarete finalmente arrivati in uno dei posti più stupefacenti di tutta Lanzarote! Godetevelo!.

Oltre al vino, Lanzarote è conosciuta anche per la produzione del suo “oro bianco”, ovvero il sale.
Ecco che così nella nostra prossima tappa vi parleremo delle straordinarie saline di Janubio Beach.

Le Salinas de Janubio sono le più grandi saline dell’arcipelago Canario e, assieme a La Geria, sono state tra i luoghi di Lanzarote a mio avviso più affascinanti, per il semplice fatto di aver avuto modo di ammirare da uno dei promontori questo complesso lagunare che sti estende fino al mare, contornato da bellissimi colori come il nero, l’ocra e il rosso della lava vulcanica, e sullo sfondo gli antichi mulini che trasportavano l’acqua alle saline.
Anche questo terreno è stato lavorato dalle eruzioni vulcaniche, che crearono delle grosse barriere di lava sul mare.
Esse sono state dichiarate sito di interesse scientifico grazie alla presenza di più di 70 specie di uccelli migratori che utilizzano la laguna per il riposo e l’alimentazione.
Le Salinas hanno anche una piccola spiaggia di sabbia nera chiamata Playa del Janubio, che vi consiglio per una passeggiata ma soprattutto per osservare il tramonto.

Un altro luogo simbolico dell’isola è sicuramente “El Charco De Lo Clicos” o meglioconosciuto come “El lago Verde”. Questo posto è simbolico in quanto è spesso utilizzato per pubblicizzare il territorio dell’isola nelle varie brochure di viaggi alle Canarie.

Il lago verde, di origine vulcanica, si trova nel municipio di Yaiza.
Il suo nome è facilmente riconducibile alle caratteristiche dell’acqua, che appunto si presenta verde a causa del pigmento di alcune alghe autoctone di questa zona.
Raggiungere il lago è piuttosto semplice, da Janubio Beach salite lungo la costa ovest percorrendo la strada LZ-703, fino ad arrivare nella città “El Golfo”.
Prima di arrivare in città, vi troverete di fronte un parcheggio dedicato ai visitatori del lago.
A piedi continuerete il tragitto in un brevissimo sentiero che vi condurrà in un punto panoramico dove potrete ammirare il lago e scattare delle bellissime foto.
Anche se non ho avuto modo di provarlo di persona, mi sento di dirvi che potrebbe essere una buona idea essere in questo posto al tramonto, in quanto data la zona non troppo affollata, potreste avere la fortuna di trovarvi soli. Immaginare di osservare in piena tranquillità il bacino colorato che costeggia il mare, con un bel tramonto e con le onde che si infrangono sulla costa, non ha prezzo.

il piccolo villaggio dei pescatori. “El Golfo”

Dopo aver visitato il El Lago Verde, per un pasto potete sostare al “Casa Rafa Restaurante De Mar” un piccolo ristorantino di pesce nel classico villaggio di pescatori di El Golfo (raggiungibile quindi anche a piedi di ritorno dal lago).
Oltre alla bontà dei piatti, abbiamo apprezzato in particolar modo la gentilezza e la disponibilità del personale, che con pazienza ci ha descritto ogni singolo piatto. Il pesce era fresco e cucinato alla perfezione.

4°GIORNO

Per l’ultimo giorno di questa gita, abbiamo scelto il TIMAFAYA NATIONAL PARK.

Divenuto patrimonio mondiale Unesco nel 1993, il parco del Timafaya si estende lungo una superficie di 50 km quadrati, sono presenti più di 25 vulcani e l’eruzione è avvenuta nel 1993.
Non vi preoccupate, attualmente non si corre questo rischio in quanto sono tutti inattivi.
Per accedere al parco è necessario fare il biglietto (circa 10€ per gli adulti e 5€ per i bambini), e successivamente ci si può addentrare nel parco direttamente in auto.
Proseguendo il percorso, dopo qualche km, troverete il centro visitatori e lì potrete lasciare l’auto.
Dal centro visitatori il percorso continuerà in bus (compreso nel prezzo del biglietto), i bus partono all’incirca ogni 15 minuti.
L’autobus percorrerà un tragitto lungo 15 km lungo la “Rutas de los Volcanos”, e si fermerà nei punti di interesse, lungo tutto il percorso la spiegazione sarà data da un’audioguida.

L’intera durata della visita al parco è di mezzora, e merita di essere fatta perché attraverso quest’esperienza si entra in contatto con l’essenza dell’isola.
Una volta terminato il giro del parco Timanfaya, verrete riportati al centro visitatori dove potrete assistere allo spettacolo del geyser.
Dulcis in fundo, per concludere al meglio l’esperienza al Timafaya National Park, fermatevi a mangiare al ristorante del parco “El Diablo” per un pranzo davvero particolare, qui infatti i piatti vengono cucinati con il calore del vulcano.
Non è uno scherzo! Vi proporranno dei comunissimi piatti, che vanno dalla carne al pesce, cucinati in una sorta di “barbecue naturale” e potrete assistere alla preparazione del vostro piatto nel retro del locale.
Ancora per una volta, dobbiamo ringraziare il personaggio simbolico dell’isola, Cèsar Manrique, per aver progettato questo bellissimo ristorante panoramico.

Infine, come ultima tappa, abbiamo visitato il Jardìn de Cactus, altro luogo ideato da Cèsar Manrique.


Il giardino si trova a Guatiza, nel comune di Teguise, in una vecchia cava da cui in passato venivano estratte le ceneri vulcaniche con lo scopo di inumidire il terreno per renderlo più adatto alla coltivazione dei fichi d’india.

Riconvertito negli anni 80, Cèsar riuscì a sviluppare il suo progetto, denominandolo “Centro di Arte, Cultura e Turismo”, meglio noto come Jardìn de Cactus, che fu inaugurato nel 1990.
Il giardino oggi è suddiviso in varie terrazze ed è formato da un percorso a labirinto che si sviluppa attorno ad una struttura centrale, dalla quale è possibile avere una vista panoramica dell’intero giardino.
Qui oggi vengono coltivate oltre 1400 specie di cactus perfettamente classificati, perciò è indubbiamente un luogo affascinante per gli amanti delle piante grasse, ma vi assicuro che è un’esperienza interessante e insolita anche per gli altri. L’ingresso al giardino ha il costo di 6,50€.

Lanzarote è stata senza ombra di dubbio una bellissima esperienza, un territorio che ci ha catturati fin da subito grazie al mix di colori sgargianti del terreno contrapposto al bianco delle case, e grazie anche alle varie opere dell’artista Cesàr Manrique, che ha saputo modernizzare e abbellire l’isola senza però rovinarne l’atmosfera e la natura selvaggia.
Un insieme di spiagge fantastiche, strade incredibile, vulcani, riserve naturali… insomma, questa è Lanzarote, non saprei dirvi cosa mi è piaciuto di più, ho l’imbarazzo della scelta, ma posso assicurarvi che se avete in programma un viaggio in quest’isola, non ve ne pentirete!


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